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L'Italia che maltratta

Rapporto LAV su "SOS maltrattamenti"

 
 

Da circa un anno la LAV-Lega Anti Vivisezione ha attivato il numero “S.O.S. Maltrattamenti: 848.588.544” che, al costo di una telefonata urbana da tutta Italia, fornisce “un aiuto concreto a tutti coloro che vogliono intervenire contro i soprusi a danno degli altri animali”, per far rispettare la nuova legge 189/04 “Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali”.
Il cucciolo nella foto è solo l’ultimo caso segnalato. La denuncia viene da Caltanissetta dove è stato trovato che vagava spaesato, denutrito, malato di rogna e… inzuppato di benzina! Crostino (nella foto in alto, archivio Lav), così è stato chiamato, è stato salvato da una morte sicura da due veterinari che l’hanno soccorso. Secondo loro la benzina sarebbe stata usata nella demenziale intenzione di curare la rogna. Il piccolo infatti aveva un collare, e dunque un padrone, che l’avrebbe fatto morire per ignoranza.
Nello scorso dicembre la Lav ha reso pubbliche le informazioni raccolte attraverso il servizio “S.O.S. Maltrattamenti” e i risultati ottenuti: più di 2000 telefonate raccolte in un anno, e circa 700 e-mail inviate all’indirizzo sosmaltrattamenti@infolav.org.

Oltre la metà delle telefonate riguardavano cani, 153 gatti e 475 altri animali; ma il numero degli animali coinvolti è superiore alle segnalazioni. Sulla base di queste, la Lav ha presentato 25 denunce per reati vari, e 55 sono state quelle presentate direttamente dalle persone; 63 gli esposti alle Forze dell’Ordine o ai Servizi veterinari delle ASL; 957 le richieste di controlli o verifiche di segnalazioni, 4 le diffide. Circa 450 gli animali sequestrati o salvati grazie alle segnalazioni, che sono giunte prevalentemente dalle grandi città: dalla sola provincia di Roma sono arrivate 278 telefonate, da quella di Napoli 59 e da quella di Milano 58. Tra le regioni, dopo il Lazio, spiccano Lombardia, Sicilia, Toscana e Campania. Ma questo non significa che qui i maltrattamenti siano più numerosi o che vi sia una maggior sensibilità; le dinamiche del processo che porta a segnalare i maltrattamenti sono varie e complesse.

Dalle donne arriva il maggior numero di segnalazioni, oltre il 79% contro il 20% degli uomini, che spiccano però in negativo come protagonisti del maltrattamento. Alcune telefonate sono giunte anche da bambini, e molte da adolescenti, spesso insieme agli insegnanti, il cui ruolo è risultato determinante. L’elemento nuovo emerso è la crescente disponibilità dei cittadini a farsi parte attiva, in prima persona, della denuncia all’autorità giudiziaria.

Diverso, invece, il tenore delle risposte ricevute da uffici pubblici e Organi di Polizia: la reazione più comune è stato il classico “scarico di competenze”. Le risposte più avvilenti sono giunte dai Servizi Veterinari delle ASL: il 100% delle segnalazioni ad essi inviate ha avuto esito negativo. Un dato sul quale occorre riflettere insieme alle troppe e terribili violenze di cui gli animali sono vittime.

“I casi più frequenti portati all’attenzione della Lav riguardano cani rinchiusi in box, recinti o appartamenti, tenuti sempre legati, senza riparo dalle intemperie o al sole, maltrattati in genere, picchiati o tenuti in pessime condizioni igieniche […]; e poi canili sovraffollati, avvelenamenti e anche violenze sessuali - dichiara Ciro Troiano, autore del Rapporto Lav “SOS Maltrattamenti” -. I metodi usati per uccidere sono raccapriccianti: cani uccisi con calci e percosse, strangolati, impiccati, a colpi di arma da fuoco, a sprangate o gettati in un fiume con una pietra al collo. E poi gatti impiccati, presi a sassate, lanciati dalle finestre, a bastonate, sepolti vivi, investiti, sparati, affogati, dissanguati dalle tagliole, avvelenati, sbranati da cani “da combattimento”[…]. Vittime di violenze anche cavalli, galline, cardellini, scoiattoli e perfino scimmie, cammelli, orsi, coccodrilli: l’Italia si presenta come un immenso serraglio dove le specie di altri animali più varie sono detenute loro malgrado”.

 

   

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