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base alla mia esperienza professionale, ho potuto riscontrare che,
tra i proprietari di cani e gatti, regna una certa confusione tra
due diverse malattie, entrambe trasmesse agli animali da “zanzare”:
la filariosi cardiopolmonare e la leishmaniosi. La prima è
una malattia parassitaria da endoparassiti che, in fase adulta,
si localizzano nelle camere cardiache, mentre la leishmaniosi è
una malattia da protozoi, le cui forme mature (amastigoti) si localizzano
nelle cellule del sistema reticolo-endoteliale. La Filariosi cardiopolmonare,
nello specifico, è causata dalla Dirofilaria Immitis, parassita
del cane, del gatto e della volpe, appartenente alla classe dei
Nematodi (vermi tondi), lungo 15/25 cm. Gli adulti vivono all’interno
del ventricolo destro e/o dell’arteria polmonare. Le femmine
fecondate producono microfilarie che si immettono nel circolo sanguigno.
Le zanzare del genere Culex, Aedes e Anopheles, attraverso la puntura,
assumono sangue contenente microfilarie, svolgendo così il
ruolo di ospiti intermedi. Dopo alcuni cicli evolutivi del parassita,
attraverso una nuova puntura, la zanzara inocula, oltre al liquido
salivale, anche forme larvali della filaria che infestano il nuovo
ospite definitivo. Gli adulti si sviluppano in tre/quattro mesi.
La Leishmania parassita soprattutto cani, roditori e uomo. In questi
ospiti l’amastigote si localizza, come già detto, nei
macrofagi e nelle altre cellule del sistema reticolo endoteliale,
portando a distruzione le cellule ospiti e colonizzandone altre.
Il flebotomo (le femmine ematofaghe), piccola zanzara della lunghezza
di 2/2,5 mm, assume, attraverso la puntura, le forme amastigote
presenti nel sangue dell’ospite, e in questo modo si infetta,
divenendo così anch’essa ospite intermedio. La puntura
del flebotomo infetto provocherà l’infezione negli
ospiti definitivi. I sintomi La leishmaniosi si manifesta in maniera
estremamente polimorfa (cosa che ne rende certa la diagnosi solo
attraverso le analisi del sangue), essenzialmente può essere
di tipo viscerale, cutanea e mucocutanea. La forma, cosiddetta generale,
che colpisce il cane può provocare: lesioni cutanee, rarefazione
del pelo in zone con desquamazione furfuracea, ulcerazioni, ipertrofia
delle unghie, febbre irregolare, astenia, dimagramento, lesioni
oculari, anemia ed altre particolari alterazioni del sangue. La
malattia si manifesta in genere in forma sporadica, con mortalità
elevata per i casi non curati, e molto spesso in forma asintomatica.
Per quanto riguarda la filariosi cardiopolmonare, in relazione alla
carica infestante, il parassita può provocare da pochi sintomi
a grave insufficienza cardio-circolatoria, dispnea, collasso, edema
polmonare e talvolta anche il decesso dell’ospite. Una delle
differenze più importanti tra le due malattie è che
la leishmaniosi, diversamente dall’altra, è una zoonosi,
ovvero potenzialmente trasmissibile all’uomo. Per quanto riguarda
la diffusione territoriale, in base alla mia esperienza, la filariosi
c. è pressoché inesistente nell’Orvietano e
nella provincia di Viterbo. La leishmaniosi invece è ormai
endemica e quindi diffusa su tutto il territorio nazionale. Il punto
di maggior confusione riguarda terapia e proflassi delle malattie
in questione, che, anche qui, si differenziano sostanzialmente.
Mentre per la filariosi c. esiste una terapia risolutiva e soprattutto
una profilassi preventiva estremamente valida e di facile attuazione,
per la leishmaniosi, allo stato attuale delle cose, non esiste un
trattamento risolutivo nella quasi totalità dei casi. C’è
un protocollo terapeutico sperimentale che sembra realmente efficace,
ma che ha il non trascurabile limite dei costi elevatissimi. Non
esiste ancora in commercio nessun vaccino per la leishmaniosi, anche
se ce n’è uno in fase di sperimentazione. Come affrontare
il problema? In che modo il proprietario può cercare di eliminare
o ridurre al massimo i rischi che il proprio animale contragga queste
malattie? Per quanto riguarda la filariosi c. si trovano in commercio
numerosi antiparassitari in differenti forme farmaceutiche (compresse,
iniettabili, ecc.), che garantiscono un elevato grado di protezione.
Il “vaccino” contro la “malattia delle zanzare”,
di cui tanto si parla da qualche tempo, non è altro che la
versione iniettabile dell’antiparassitario con durata semestrale.
Una volta che si sono sviluppati parassiti adulti nel cuore, la
terapia si avvale degli stessi principi attivi usati nella prevenzione,
ma con rischi non trascurabili per la vita dell’animale, e
quindi da somministrare sotto stretto monitoraggio del veterinario.
Al contrario, l’unica terapia tradizionale attuabile in caso
di leishmaniosi è costituita da prodotti a base di antimonio
e di farmaci nefroprotettori. Risulta quindi evidente che, in entrambi
i casi, il modo migliore per affrontare la malattia è la
prevenzione. Prevenzione basata, nel caso della filariosi c., sull’uso
sistematico degli antiparassitari specifici durante i mesi caldi;
nel caso della leishmaniosi, esclusivamente sull’uso di repellenti
(collarini, spray, spot-on), con risultati, purtroppo, non sempre
validi.
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