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Ci
stiamo avvicinando alla buona stagione ed immancabilmente la mente
dei proprietari dei nostri amici a quattro zampe torna ad essere
assillata dalla preoccupazione che, alla fine di una rilassante
passeggiata, il nostro animale (cane o gatto che sia) possa portare
con sé in casa o nel giardino ospiti non graditi.
La preoccupazione è giustificata ma non deve limitarsi ai
soli mesi primaverili ed estivi, anche se questi sono di certo quelli
più ad alto rischio.
Ma quali sono i principali parassiti esterni dei cani e
dei gatti?
In primis LE PULCI
(Ctenocephalides Felis, Ctenocephalides Canis ma anche Pulex irritans
e Xenopsylla cheopis, nel ratto), presenti tutto l’anno e
causa di numerosi problemi per cane, gatto e padrone.
Gli adulti delle pulci vivono sull’animale, pungendo la cute
e nutrendosi di sangue. Nel frattempo producono uova che cadono
a terra, si schiudono in 4-5 giorni, generando larve che a loro
volta si trasformano in pupe ed infine in adulti.
Proprio questo ciclo, che si svolge sia sull’animale che sul
luogo abituale di dimora, causa il primo problema relativo alla
lotta all’infettazione. Non è sufficiente eliminare
l’adulto con sostanze insetticide applicate sull’animale
(spray, fialette, spot-on, polveri, collari, etc.), ma è
necessaria una lotta ambientale al parassita specialmente nelle
gravi infettazioni. L’uso di antiparassitari nel luogo di
dimora non deve limitarsi ad un’unica applicazione ma ad almeno
tre distanziate di circa 7 giorni l’una dall’altra.
Solo così saremo sicuri di eliminare le nuove generazioni
di pulci che originano dalle uova presenti sul terreno/pavimento.
Come manifesta i segni di infettazione il nostro cane/gatto?
Per primo il prurito causato dalla saliva che la pulce inietta al
momento della puntura. Nella norma la reazione infiammatoria è
limitata ma può rendersi abnorme nei casi di allergia
alle pulci. In tale caso si assisterà alla
comparsa di un grave eritema cutaneo specialmente nelle regioni
lombare, inguinale e dorsale, con perdita di pelo, comparsa di croste
e con classiche lesioni da autotraumatismo (piaghe da grattamento).
La presenza di pulci adulte tra i peli e di deiezioni delle pulci
(piccoli puntini neri tra i peli che se bagnati con un batuffolo
di cotone colorano di rosso il tampone) confermeranno i nostri sospetti.
Oltre ciò le pulci si rendono involontariamente complici
della trasmissione di un endoparassita, il Dipylidium caninum o
Taenia cucumerina, il più comune cestode dell’intestino
del cane e del gatto, raramente segnalato nell’uomo. Il cane
e il gatto, durante le operazioni di toelettatura e nell’intento
di liberarsi dallo sgradito ospite, ingeriscono la pulce che veicola
in sé la forma larvale della tenia. Una volta ingerita la
larva, arrivata a livello dell’intestino tenue questa si svilupperà
in adulto, manifestando la propria presenza solo con le proglottidi,
strani “semi di zucca o melone” (da cui il nome di T.
cucumerina) che i nostri animali lasceranno al loro passaggio.
Breve cenno storico: le pulci furono responsabili nell’antichità
della trasmissione della peste bubbonica e tifo murino.
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