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la parola all'esperto        

Inquilini e passeggeri non graditi

del dott. Giovanni Maria Raimondi (medico veterinario libero professionista)


 
 

Ci stiamo avvicinando alla buona stagione ed immancabilmente la mente dei proprietari dei nostri amici a quattro zampe torna ad essere assillata dalla preoccupazione che, alla fine di una rilassante passeggiata, il nostro animale (cane o gatto che sia) possa portare con sé in casa o nel giardino ospiti non graditi.
La preoccupazione è giustificata ma non deve limitarsi ai soli mesi primaverili ed estivi, anche se questi sono di certo quelli più ad alto rischio.


Ma quali sono i principali parassiti esterni dei cani e dei gatti?
In primis LE PULCI (Ctenocephalides Felis, Ctenocephalides Canis ma anche Pulex irritans e Xenopsylla cheopis, nel ratto), presenti tutto l’anno e causa di numerosi problemi per cane, gatto e padrone.
Gli adulti delle pulci vivono sull’animale, pungendo la cute e nutrendosi di sangue. Nel frattempo producono uova che cadono a terra, si schiudono in 4-5 giorni, generando larve che a loro volta si trasformano in pupe ed infine in adulti.
Proprio questo ciclo, che si svolge sia sull’animale che sul luogo abituale di dimora, causa il primo problema relativo alla lotta all’infettazione. Non è sufficiente eliminare l’adulto con sostanze insetticide applicate sull’animale (spray, fialette, spot-on, polveri, collari, etc.), ma è necessaria una lotta ambientale al parassita specialmente nelle gravi infettazioni. L’uso di antiparassitari nel luogo di dimora non deve limitarsi ad un’unica applicazione ma ad almeno tre distanziate di circa 7 giorni l’una dall’altra. Solo così saremo sicuri di eliminare le nuove generazioni di pulci che originano dalle uova presenti sul terreno/pavimento.


Come manifesta i segni di infettazione il nostro cane/gatto?
Per primo il prurito causato dalla saliva che la pulce inietta al momento della puntura. Nella norma la reazione infiammatoria è limitata ma può rendersi abnorme nei casi di allergia alle pulci. In tale caso si assisterà alla comparsa di un grave eritema cutaneo specialmente nelle regioni lombare, inguinale e dorsale, con perdita di pelo, comparsa di croste e con classiche lesioni da autotraumatismo (piaghe da grattamento).
La presenza di pulci adulte tra i peli e di deiezioni delle pulci (piccoli puntini neri tra i peli che se bagnati con un batuffolo di cotone colorano di rosso il tampone) confermeranno i nostri sospetti.
Oltre ciò le pulci si rendono involontariamente complici della trasmissione di un endoparassita, il Dipylidium caninum o Taenia cucumerina, il più comune cestode dell’intestino del cane e del gatto, raramente segnalato nell’uomo. Il cane e il gatto, durante le operazioni di toelettatura e nell’intento di liberarsi dallo sgradito ospite, ingeriscono la pulce che veicola in sé la forma larvale della tenia. Una volta ingerita la larva, arrivata a livello dell’intestino tenue questa si svilupperà in adulto, manifestando la propria presenza solo con le proglottidi, strani “semi di zucca o melone” (da cui il nome di T. cucumerina) che i nostri animali lasceranno al loro passaggio.
Breve cenno storico: le pulci furono responsabili nell’antichità della trasmissione della peste bubbonica e tifo murino.

 

         
 

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