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la parola all'esperto        

Quando anche loro non son più giovincelli

del dott. Giovanni Maria Raimondi (medico veterinario libero professionista)


 
 

In questi ultimi anni, grazie al miglioramento delle condizioni igieniche e della qualità dell’alimentazione, unitamente ai progressi fatti dalla medicina veterinaria, la vita media dei nostri animali da compagnia è considerevolmente aumentata. Da ciò deriva che la popolazione felina e canina è decisamente invecchiata. Cani e gatti possono essere considerati vecchi quando raggiungono un’età pari al 75-80% della ipotetica durata massima della loro vita.
Le aspettative massime di vita sono nel gatto di circa 20 anni. Nel cane la durataè maggiormente variabile perché influenzata da fattori quali razza, taglia. Più grande è la taglia e più “pura” è la razza minore sarà presumibilmente la durata della vita.

In modo molto semplificato si può così riassumere:
cane di grossa taglia, massimo 14 anni
cane di media taglia, massimo 16 anni
cane di piccola taglia, massimo 18 anni.

L’animale anziano subisce a causa dell’età modificazioni metaboliche (riduzione del metabolismo di base) che fanno diminuire
il fabbisogno energetico fino al 30- 40%. Diminuisce la capacità di termoregolare, di smaltimento di farmaci e delle“scorie del metabolismo”, diminuisce anche l’efficacia del sistema immunitario.
Tutti gli organi risentono di tali modificazioni. A carico della cute si osserva: pelo più fragile, peli bianchi sul muso, pelle meno elastica, aumento della presenza di cisti e tumori. Per quanto riguarda il fegato, diminuisce la sua funzionalità e la produzione di bile. Diminuiscono l’elasticità dei polmoni e le secrezioni bronchiali, mentre aumenta il rischio di infezioni. Diminuisce anche la funzionalità dei reni. Il cuore diventa meno resistente allo sforzo, e aumentano i rischi di crisi cardiache (soprattutto durante le anestesie) e di cardiopatie. A carico dell’apparato muscoloscheletrico si riscontra l’insorgenza dell’artrosi insieme alla diminuzione delle masse muscolari e dell’elasticità dei legamenti. Nell’apparato genitourinario possono insorgere, nei maschi, problemi di ipertrofia e cisti alla prostata. Anche il sistema nervoso subisce un calo: l’olfatto e l’udito tendono a diminuire, così come i riflessi in generale.
Le modificazioni a carico dei singoli distretti possono essere più o meno evidenti, anche a seconda della predisposizione di razza.

Cosa fare per assicurare una vecchiaia migliore agli animali che amiamo?

È innanzitutto necessario che chi si occupa di un animale sia bene informato sui problemi che potranno insorgere nel tempo, e per questo fondamentale è la collaborazione tra il proprietario e il veterinario di fiducia. Come una persona, un gatto o un cane un po’ attempati dovranno intensificare i contatti con il medico, le visite di controllo, ed anche eventuali esami chimici (del sangue, delle urine) e strumentali (rx, ecografie, tac) che si renderanno necessari.
Fondamentale sarà ancor più che in età giovane abbiano una sana e corretta alimentazione, da concordare su misura con il veterinario stesso.

È importante comprendere che con una buona prevenzione e con un controllo adeguato, che renda possibile curare tempestivamente le malattie, potremo garantire al nostro animale una vita migliore e più lunga.

 

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