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Il
fenomeno dei cosiddetti bocconi avvelenati è purtroppo sempre
attuale. Moltissimi animali di affezione e chissà quanti
selvatici muoiono ogni anno in maniera atrocemente dolorosa.
Diverse sono le tipologie di avvelenamento, quelle che producono
un maggior numero di vittime sono schematizzabili in: fenomeni urbani
(spesso solo crudeli dispetti tra vicini), lotte tra tartufai con
avvelenamenti mirati; e poi una specie di assurda “bonifica”
attuata nelle zone di ripopolamento di fauna da soggetti legati
al mondo venatorio, che agiscono illegalmente per sopprimere animali
che potrebbero cibarsi di prede di caccia per l’uomo. I periodi
in cui si riscontra il maggior numero di avvelenamenti è
infatti proprio l’inizio della primavera che corrisponde al
rilascio della selvaggina.
Il diffuso malcostume di seminare esche avvelenate è tra
l’altro inefficace per contrastare gli animali cosiddetti
“nocivi”. Le volpi, tra i più temuti, molto difficilmente
mangiano questi bocconi, che invece sono una ghiottoneria per cani,
gatti e moltissime specie di piccoli animali selvatici i quali a
loro volta sono preda di altri animali. In questo modo la catena
di avvelenamenti può essere lunghissima e colpire l’intero
ecosistema di una zona.
Attenzione
Sia in città che
durante le passeggiate in campagna o nei boschi, è sempre
necessario tenere sotto controllo i nostri animali (e i nostri bambini,
che potrebbero anche loro raccogliere materiale velenoso), facendo
attenzione, per quanto possibile, che non ingeriscano nulla di ciò
che trovano in giro.
I cani dovrebbero essere educati a non raccogliere cibo in giro,
ma a volte le esche avvelenate sono preparate talmente appetitose
che è difficle resistere anche per cani bene educati.
Per ogni evenienza, sarebbe bene avere sempre con sè un
sacchettino con del sale che, in caso di sospetto avvelenamento,
è un rimedio efficacie per far vomitare subito l’animale
(vedi sotto).
Veleni
e sintomi
I veleni neurotropi sono:
metaldeide (es. lumachicida), stricnina, diserbanti per agricoltura.
Se vengono ingeriti, i primi sintomi si manifestano dopo mezz’ora
ed entro le due ore (quando il cane può anche essere già
morto). I principali sintomi che devono allarmarci sono: salivazione
eccessiva, tremori muscolari, vomito, perdita di feci, incapacità
a mantenere l’equilibrio, crisi convulsive.
Con questi tipi di veleno, data le velocità con cui agiscono,
è difficile riuscire a salvare gli animali. Le probabilità
di riuscirci dipendono evidentemente dalla tempestività con
cui si interviene.
I veleni emorragici (es. dicumarolo, il veleno per topi) sono concepiti
per avere effetti ritardati, iniziano a creare problemi dopo un
paio di giorni dall’ingestione, ma solitamente solo dopo quattro
o cinque giorni i sintomi sono evidenti: pallore delle mucose, respirazione
difficoltosa, affaticamento, petecchie, perdita di sangue dal naso
o dalla bocca, tosse, gonfiori improvvisi agli arti; non c’è
mai vomito.
I sintomi di questi tipi di veleno sono abbastanza subdoli e a volte,
quando ci si rende conto, le condizioni dell’animale sono
ormai troppo gravi.
Cosa
fare
In caso di sospetto avvelenamento
rivolgersi immediatamente al proprio veterinario. Se ci fossero
difficoltà a reperire il professionista privato, è
bene ricordare che le Asl veterinarie hanno un servizio di reperibilità
24 ore su 24 (il recapito del medico di guardia viene fornito dal
centralino del soccorso sanitario); anche se va detto che purtroppo
i veterinari del servizio pubblico raramente sono tempestivi nell’intervenire.
Anche solo nel dubbio che l’animale possa aver ingerito sostanze
velenose, è sempre bene cercare di farlo vomitare
SUBITO. Basta un cucchiaio di sale: si deve aprirgli la
bocca e mettere il sale direttamente nella gola, in modo che il
cane lo inghiotta.
Anche se intuitivamente potrebbe sembrare utile, NON DARE
MAI LATTE all’animale.
Cercare inoltre di mantenere il soggetto tranquillo, evitandogli
stimoli di ogni genere che potrebbero scatenare crisi convulsive.
l'immagine
in alto è quella della campagna "Attenti dell'uomo"
di iniziativa del Movimento
U.N.A.
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