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Un’alimentazione
corretta è alla base della salute del cane. Va detto, innanzitutto,
che i quantitativi di cibo devono essere variati in funzione delle
condizioni di vita e dello stato fisiologico dell’animale.
Una razione media, che si riferisce ad un cane adulto che compia
attività fisica moderata, va raddoppiata nei cani in crescita,
aumentata di un 50% nelle femmine in lattazione e di un 20-30% nei
cani sottoposti ad elevata attività fisica, convalescenti,
sottoposti a stress, o che vivono al freddo. E' inoltre importante
frazionare in più pasti la razione giornaliera, specialmente
nei cani di grossa taglia, più esposti al rischio di una
torsione gastrica spesso fatale. E ancora, qualsiasi variazione
alimentare nella dieta deve essere effettuata con gradualità,
specialmente nei cucciolo, affinché l’organismo si
abitui.
Originariamente carnivori, i cani, nel loro processo di domesticazione,
sono ormai diventati praticamente onnivori: è stato dimostrato
scientificamente, infatti, che sono in grado di digerire pressoché
qualsiasi cosa ad eccezione degli amidi, poiché nella saliva
dei cani è quasi inesistente la ptialina, l’enzima
che agisce sugli amidi.
I prodotti confezionati, anche se molto comodi, vanno utilizzati
con moderazione. Specialmente durante l’estate, quando la
digestione è più difficile e i conservanti possono
dare origine ad intolleranze, che possono manifestarsi, ad esempio,
con irritazioni della pelle. Se costretti ad utilizzarli, sono da
preferire gli alimenti secchi, le crocchette, che si deteriorano
meno facilmente al caldo estivo. D’estate, quindi, meglio
cibi facilmente assimilabili che contengano carboidrati.
I dolciumi sono assolutamente da evitare nella dieta del cane. Attenzione
ai prodotti a base di cioccolato: i cani ne sono golosi,
ma la teobromina contenuta nel cacao puo' provocare intossicazioni
anche letali.
CARNE
Carne e fonti proteiche di origine animale
sono importanti per il cane che da essi trae gli amminoacidi, fra
cui alcuni essenziali, perché il suo organismo non è
in grado altrimenti di produrli, e che perciò devono essere
compresi nella dieta. Ma le proteine devono essere di buona qualità,
in grado di apportare le sostanze necessarie per le funzioni dell’organismo
in proporzioni e quantità corrette; altrimenti questi non
potrebbe utilizzarle, e anzi se ne disferebbe con meccanismi che
danneggerebbero fegato e reni (come accadeva quando i cani venivano
alimentati esclusivamente con carni di scarso valore o frattaglie).
Esistono due fabbisogni in carne, minimo ed ottimale. Sotto al minimo
non si deve mai scendere, poiché ciò porterebbe a
gravi carenze, ma tale fabbisogno viene rispettato in animali con
problemi renali o epatici o negli anziani; mentre il fabbisogno
ottimale deve essere garantito negli animali giovani e sani per
il mantenimento. Fra le carni meglio quelle bianche.
La carne
va somministrata di preferenza appena scottata poichè la
cottura prolungata riduce la digeribilità delle proteine
e diminuisce il loro valore biologico. Le
carni di pollame, coniglio e maiale vanno assolutamente ben cotte
per evitare rischi di parassitosi.
UOVA, PESCE, FORMAGGI
Fonte di proteine che si possono utilizzare
per variare l’alimentazione sono ad esempio le uova (1 uovo
ha un apporto proteico che corrisponde a circa 50 gr. di carne).
Importante: mentre il tuorlo crudo viene digerito perfettamente
dal cane, ciò non avviene per l’albume che contiene
una sostanza che blocca l’assorbimento della vitamina B1.
Dunque vanno somministrati solo tuorli crudi, oppure uova alla coque,
in cui il processo lento di cottura non altera le proprietà
nutritive dell’alimento ma rende l’albume digeribile
ed innocuo.
Pesce e formaggi bianchi possono sostituire la carne in pesi equivalenti.
LATTE
Altra fonte proteica, e non soltanto,
gradita dal cane è il latte che tra l’altro apporta
elevati quantitativi di minerali fra cui, importante soprattutto
nel processo di crescita, il calcio. Il latte può sostituire
un pasto, ma, per la mancata digestione del lattosio, può
indurre diarree. L’intestino dell’animale va quindi
adattato con gradualità alla digestione di questo alimento.
VERDURE
L’intestino del cane non è
particolarmente adatto a digerire ed assimilare le verdure. Con
un processo di cottura prolungato le verdure diventano più
digeribili, ma perdono gran parte delle vitamine in esse contenute.
La conservazione dell’acqua di cottura, in cui eventualmente
verranno cotti il riso o la pasta, consentirà invece il mantenimento
della quota minerale. Le verdure hanno la funzione di facilitare
i movimenti intestinali, e sono un riempitivo, particolarmente apprezzato
negli obesi e nei cani voraci. Tra le verdure sono da evitare in
grosse quantità quelle ricche in acido ossalico (spinaci,
bietole, cicorie, lattughe) che rende il calcio non disponibile
per l’assorbimento e predispone l’apparato urinario
alla comparsa di calcoli. La quantità finale di verdure non
dovrà, tranne casi particolari, superare il 30% del peso
del pasto.
RISO,
PASTA, FIOCCATI O PANE
Gli alimenti contenenti amido devono
essere bolliti o macinati finemente. Il processo di cottura di riso
e pasta, che deve essere lento, rende gli amidi digeribili per il
cane. Anche in questo caso, come per le verdure, è bene conservare
l’acqua di cottura per non disperdere i minerali contenuti.
I cereali in fiocchi non necessitano di cottura; per renderli più
appetibili, possono essere ammollati in brodo di carne.
Importante: quando si utilizzano prodotti di panificio essi dovranno
essere secchi e perfettamente esenti da muffe, che possono causare
gravi intossicazioni.
GRASSI
I grassi si dividono in due categorie:
di origine vegetale e di origine animale. Anche fra le sostanze
grasse ne esistono alcune che il cane non è assolutamente
in grado di sintetizzare ma che deve comunque assumere con l’alimento:
di tali grassi “essenziali” sono particolarmente ricchi
gli oli vegetali e, fra questi l’olio di mais. Per quanto
riguarda l’apporto in grasso di origine animale, una carne
mediamente grassa ne fornisce a sufficienza. Il fabbisogno medio
di grassi per un cane che vive in casa è del 5% sul peso
della razione, e va aumentato in quegli animali che vivono fuori,
particolarmente se in climi freddi, e nelle femmine gravide.
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